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Quando la luna si specchia nel buio

By @erija

Prologo

Pippo

«Così non ci siamo, Pippo.»

Deglutii e mi concentrai sulla planimetria srotolata sul pianale in teak. Dove avevo sbagliato?

«Questa è solo una bozza» mi giustificai, indicando il progetto. Mi sembrava di aver fatto un buon lavoro, ma evidentemente il mio interlocutore non la pensava così. Ci tenevo alla sua approvazione e non solo per motivi professionali.

Conoscevo Carlo Righi da circa un anno. Mi aveva commissionato la ristrutturazione di un casale ed era rimasto così soddisfatto dal mio operato da affidarmi anche altri incarichi. Non potevo credere di aver fatto un buco nell’acqua. Anche se, a ben vedere, ultimamente ero stato distratto da un paio di grandi occhi da cerbiatta.

Lui intrecciò le dita e se le portò al mento. «Non mi riferivo al progetto. Sei un ragazzo di talento.»

Aggrottai la fronte. «Quindi?»

«Ho grandi aspettative per la mia bambina.»

Iniziai a sudare freddo. Lo sapeva. Ma certo. Quell’uomo era sempre un passo avanti a tutti. Per fortuna non c’era nessun altro in ufficio. Già potevo immaginare cos’avrebbe detto Aldo, se l’avesse scoperto. Per non parlare del mio capo. Mi avrebbe licenziato all’istante.

«Non capisco.»

«Sì che capisci.»

Sospirai. Era inutile continuare a negare l’evidenza. «Te l’ha detto Lycia?» Aveva promesso di tenere la bocca chiusa.

«Non ce n’è stato bisogno. Credi che sia nato ieri? Finora ho lasciato correre, ma non voglio che tu ti avvicini a Viola.»

Sentii una furia montare dentro di me. Perché mi stava trattando come un essere indegno?

«Pensavo che nutrissi stima nei miei confronti.»

«Infatti. Sei talentuoso, hai del potenziale.»

«Ma?»

«Viola è troppo giovane per te.»

«Questo dovrebbe deciderlo lei.»

«Allora prova a chiederglielo.» Mi lanciò uno sguardo compassionevole. «Scommetto che cadrebbe dalle nuvole.»

«Di cosa ti preoccupi, allora?»

«Per ora, di niente. Però, se continui a ronzarle attorno, potresti diventare una distrazione. Voglio che mia figlia si concentri solo sugli studi.»

«Non ho mai avuto intenzione di interferire con i suoi studi.»

«Ma hai già superato i trenta, Pippo. Sei in quella fase della vita in cui un uomo inizia a fare dei progetti, a voler mettere su famiglia. Mia figlia, invece, deve ancora fare le sue esperienze. Potrebbe sentirsi lusingata nel sapere di aver attratto un uomo più grande e finire per cedere solo per appagare il proprio ego.»

Scossi la testa, incredulo. «La stai sottovalutando.»

«Al contrario. Conosco bene Viola. È una ragazza molto sensibile e non voglio vederla soffrire. Non ha il pelo sullo stomaco come Lycia.»

Mi piace proprio per questo.

«Io non la farei mai soffrire. Sono innamorato di lei. Davvero.»

Si sistemò gli occhiali sul naso affilato. «Ah, l’amore! Un sentimento così sopravvalutato. E poi, come fai ad esserne sicuro? Tra un anno potresti pensarla diversamente. A quel punto, che ne sarebbe di lei?»

Gli rivolsi un’occhiata di fuoco. Potevo accettare qualunque critica, ma non gli avrei permesso di mettere in dubbio i miei sentimenti. Io stesso avevo impiegato mesi ad accettarli. Mesi a tormentarmi, a sentirmi sbagliato. Ma, in fondo, cos’avevo fatto di male? Mi ero semplicemente innamorato di una ragazza più giovane. E non era stato nemmeno il suo aspetto a conquistarmi, per quanto la trovassi bella. No, erano stati il suo idealismo e la sua maturità a colpirmi.

«So quello che provo.»

«Bene, Pippo. Dimostramelo. Se la ami davvero, allontanati da lei. Al momento, non hai niente da offrirle.»

Strinsi i pugni. Status e soldi. Ecco cosa contava per quell’uomo. Il mio amore ai suoi occhi non valeva niente.

«Parli così perché non provengo da una famiglia agiata e non ho uno studio tutto mio, vero?»

«Parlo così perché, ad oggi, non vedo un futuro per voi due. Se tra qualche anno sarai ancora dello stesso parere, ne riparleremo.»

«Se faccio come dici, mi appoggerai?»

Carlo afferrò una biro dal portapenne e se la rigirò tra le mani con aria soddisfatta.

«Hai la mia parola. Certo, quando sarai un architetto di successo, le cose cambieranno per te. Magari ti scorderai di lei.»

«Non cambio idea così facilmente.»

«Bene. Abbiamo un accordo, allora.»

Fu così che caddi nella sua trappola. E commisi l’errore più grande della mia vita. Sarei mai riuscito a rimediare?

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